Seconda parte
Domenica 17 marzo 2013,
ore 8,30, piazzale albergo “Belvedere”, Codroipo (UD).
In un umido e grigio
mattino di fine inverno, Daniele, Giorgio, Roberto e Vincenzo
attendevano, ormai da una quindicina di minuti, il fatidico quinto
membro del Villa di Warmo: Giuseppe.
Il percorso era stato
pianificato il giorno prima dallo stesso Vincenzo. Dalla fervida
mente del consigliere rivignanese era scaturito un itinerario che
prevedeva, come di consueto, la percorrenza della ben nota tratta
Codroipo-San Daniele per poi, come al solito, sconfinare nel
pordenonese e affrontare la salita a Clauzetto dal versante meno
ripido di Casiacco, quindi il ritorno in senso inverso. Al suo arrivo
Giuseppe salutava rapidamente i presenti, e in un lampo si metteva
alla testa del gruppetto imponendo subito un ritmo elevato nonostante
lo avversasse un moderato vento da settentrione. Talvolta il
Vicepresidente di turno, Daniele, prendeva il comando della
pattuglia, mentre in coda arrancavano a ruota (in realtà a 200 m
ca.) Roberto e Giorgio. Quest'ultimo, nei pressi di Flaibano, si
congedava dal resto del gruppo poiché nel pomeriggio doveva
assistere alla prestazione di un amico impegnato nella concomitante
corsa automobilistica Italian Baja. Alternandosi in testa a due a
due, i quattro ciclisti rimasti raggiungevano la frazione di
Villanova di San Daniele. Fu allora che, senza una precisa
motivazione, Giuseppe scattava repentinamente inseguito da Daniele e
da Vincenzo, suo malgrado anche uno stupito Roberto dovette
rimboccarsi le maniche e raggiungere gli altri tre compagni.
Attraversata la SR 463 i quattro giungevano nei pressi della borgata
di San Pietro, dove, presso il muro di Ragogna, Giuseppe riproponeva
il suo secondo attacco giornaliero scatenando la bagarre tra gli
altri membri del gruppo. Giunto alla sommità del dello strappo
l'enologo si congedava dai tre compagni dirigendosi verso il centro
del borgo da dove avrebbe affrontato la scalata in solitaria del Col
di Muris. Guidati da un indomito Daniele i tre superstiti
sconfinavano quindi nel pordenonese per approdare alle pendici della
salita che li avrebbe condotti a Clauzetto. Fin dalle prime rampe Il
Vicepresidente cominciò a dettare un ritmo vertiginoso. Spingendo un
53/18 il codroipese creava il vuoto e si proiettava solitario verso
la vetta.
Vincenzo saliva in modo
più agile e graduale fungendo da riferimento per Roberto che lo
seguiva a qualche decina di metri. Poco dopo lo strappo di Anduins
Daniele veniva riassorbito, Broi si poneva quindi alla testa del
gruppetto e infine, negli ultimi 500m, con uno scatto perentorio
giungeva primo alla piazzola ecologica di Clauzetto seguito
nell'ordine da Daniele e Roberto. Mentre affrontava la discesa,
Vincenzo si attardava per tentare di istruire Roberto a una guida più
fluida, Daniele, ignaro di tutto ciò, attendeva invece ranicchiato
sotto la tettoia della fermata d'autobus a Casiacco. Durante il
rientro Roberto nei pressi del solito labirinto di viuzze di Ragogna
perdeva contatto con i suoi compagni, ma memore degli insegnamenti
del suo mentore Clarotto riconobbe il bivio con il divieto d'accesso
che il ciclista codroipese era solito percorrere in senso contrario,
imboccatolo a sua volta giungeva dopo alcuni minuti sulla strada
solcata nel tragitto d'andata. Vincenzo e Daniele invece cercarono di
rintracciare il compagno disperso ripercorrendo per alcuni km la
strada in senso inverso e quindi provando a contattarlo
telefonicamente, ma il destino volle che tutto ciò fosse vano. I due
superstiti si diressero quindi alla volta di San Daniele e quivi,
inglobati da un nutrito gruppo di cilcisti, tra i quali figurava
anche il “mitico” Ermanno, procedettero alla volta di Codroipo. A
tal punto Roberto contattatava telefonicamente Vincenzo, la
trasmissione era però disturbata da una gelida bufera di ghiaccio e
risultò poco chiara a entrambi. Nei pressi di Flaibano un Roberto
appiedato e in attesa da alcuni minuti si vide sfilare un gruppo di
ciclisti, in coda ai quali c'erano pure i due compagni. Indugiando
per rivestirsi il pordenonese perse tempo prezioso e non riuscì più
a entrare nel gruppo, giungendo con una decina di minuti di ritardo
fu accolto presso il Piazzale del Belvedere da Broi ed Ermanno.
rdp
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