martedì 19 marzo 2013

Un weekend con i due vice: Clauzetto

Seconda parte
Domenica 17 marzo 2013, ore 8,30, piazzale albergo “Belvedere”, Codroipo (UD).
In un umido e grigio mattino di fine inverno, Daniele, Giorgio, Roberto e Vincenzo attendevano, ormai da una quindicina di minuti, il fatidico quinto membro del Villa di Warmo: Giuseppe.
Il percorso era stato pianificato il giorno prima dallo stesso Vincenzo. Dalla fervida mente del consigliere rivignanese era scaturito un itinerario che prevedeva, come di consueto, la percorrenza della ben nota tratta Codroipo-San Daniele per poi, come al solito, sconfinare nel pordenonese e affrontare la salita a Clauzetto dal versante meno ripido di Casiacco, quindi il ritorno in senso inverso. Al suo arrivo Giuseppe salutava rapidamente i presenti, e in un lampo si metteva alla testa del gruppetto imponendo subito un ritmo elevato nonostante lo avversasse un moderato vento da settentrione. Talvolta il Vicepresidente di turno, Daniele, prendeva il comando della pattuglia, mentre in coda arrancavano a ruota (in realtà a 200 m ca.) Roberto e Giorgio. Quest'ultimo, nei pressi di Flaibano, si congedava dal resto del gruppo poiché nel pomeriggio doveva assistere alla prestazione di un amico impegnato nella concomitante corsa automobilistica Italian Baja. Alternandosi in testa a due a due, i quattro ciclisti rimasti raggiungevano la frazione di Villanova di San Daniele. Fu allora che, senza una precisa motivazione, Giuseppe scattava repentinamente inseguito da Daniele e da Vincenzo, suo malgrado anche uno stupito Roberto dovette rimboccarsi le maniche e raggiungere gli altri tre compagni. Attraversata la SR 463 i quattro giungevano nei pressi della borgata di San Pietro, dove, presso il muro di Ragogna, Giuseppe riproponeva il suo secondo attacco giornaliero scatenando la bagarre tra gli altri membri del gruppo. Giunto alla sommità del dello strappo l'enologo si congedava dai tre compagni dirigendosi verso il centro del borgo da dove avrebbe affrontato la scalata in solitaria del Col di Muris. Guidati da un indomito Daniele i tre superstiti sconfinavano quindi nel pordenonese per approdare alle pendici della salita che li avrebbe condotti a Clauzetto. Fin dalle prime rampe Il Vicepresidente cominciò a dettare un ritmo vertiginoso. Spingendo un 53/18 il codroipese creava il vuoto e si proiettava solitario verso la vetta.
Vincenzo saliva in modo più agile e graduale fungendo da riferimento per Roberto che lo seguiva a qualche decina di metri. Poco dopo lo strappo di Anduins Daniele veniva riassorbito, Broi si poneva quindi alla testa del gruppetto e infine, negli ultimi 500m, con uno scatto perentorio giungeva primo alla piazzola ecologica di Clauzetto seguito nell'ordine da Daniele e Roberto. Mentre affrontava la discesa, Vincenzo si attardava per tentare di istruire Roberto a una guida più fluida, Daniele, ignaro di tutto ciò, attendeva invece ranicchiato sotto la tettoia della fermata d'autobus a Casiacco. Durante il rientro Roberto nei pressi del solito labirinto di viuzze di Ragogna perdeva contatto con i suoi compagni, ma memore degli insegnamenti del suo mentore Clarotto riconobbe il bivio con il divieto d'accesso che il ciclista codroipese era solito percorrere in senso contrario, imboccatolo a sua volta giungeva dopo alcuni minuti sulla strada solcata nel tragitto d'andata. Vincenzo e Daniele invece cercarono di rintracciare il compagno disperso ripercorrendo per alcuni km la strada in senso inverso e quindi provando a contattarlo telefonicamente, ma il destino volle che tutto ciò fosse vano. I due superstiti si diressero quindi alla volta di San Daniele e quivi, inglobati da un nutrito gruppo di cilcisti, tra i quali figurava anche il “mitico” Ermanno, procedettero alla volta di Codroipo. A tal punto Roberto contattatava telefonicamente Vincenzo, la trasmissione era però disturbata da una gelida bufera di ghiaccio e risultò poco chiara a entrambi. Nei pressi di Flaibano un Roberto appiedato e in attesa da alcuni minuti si vide sfilare un gruppo di ciclisti, in coda ai quali c'erano pure i due compagni. Indugiando per rivestirsi il pordenonese perse tempo prezioso e non riuscì più a entrare nel gruppo, giungendo con una decina di minuti di ritardo fu accolto presso il Piazzale del Belvedere da Broi ed Ermanno.
rdp

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