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| Roberto all'arrivo a Sella Chianzutan |
Mio malgrado scrivo con evidente
ritardo il resoconto dell'uscita fatta dal sottoscritto e da Roberto,
giovedì 21 marzo a Clauzetto e Sella Chianzutan.
Proprio lo scrivere a questo articolo
mi fa apprezzare maggiormente la splendida giornata a cui siamo
andati incontro, fatta di sole, calore e paesaggio stupendo.
Esattamente il contrario dei giorni
successivi, con un inverno che non ci vuole lasciare ed una primavera
lontana da venire.
Abbandoniamo le auto a Rodeano e su
pressione continua ed insistente di Roberto decido di affrontare per
la prima volta quest'anno lo strappo di Casiacco, ma nulla di tutto
questo lo dico al mio collega di avventure ciclistiche. In prossimità
della chiesa di Casiacco svolto a sinistra ed affrontiamo con calma
apparente le rampe di questo odioso strappo. Roberto ogni dieci metri
mi chiede se questo è il tratto duro e la mia risposta e per tre
volte no, poi il silenzio assoluto e solo un lontano ansimare,
sintomo di un respiro velocissimo e di battiti cardiaci ben oltre la
soglia. Orgogliosi di aver fatto questo strappo continuiamo l'ascesa
a Clauzetto, Pradis, discesa a Pielungo, San Francesco e poi Sella
Chianzutan. Sullo scollinamento attendo il mio giovane ed aspirante
collega, che si presenta dilaniato dalla fatica e pensare che abbiamo
ancora sessanta chilometri prima di rientrare alle autovetture. Ci
fermiamo nel bar di Verzegnis per un salutare caffè e per riempire
le borracce e poi giù fino a Tolmezzo. Per la prima volta quest'anno
ci aiuta un vento favorevole, ma di cui il mio collega non ne
apprezza nemmeno un po', mantenendosi sempre ad una distanza di dieci
metri dal sottoscritto, in una specie di maggiore sicurezza
psicologica, ma con maggiore fatica fisica. Qualche rimprovero e
minaccia di abbandonarlo a se stesso sortiscono gli effetti
desiderati, avvicinandosi così alla mia ruota posteriore giungiamo
alle pendici del colle di San Daniele. Tra qualche urlo di
imprecazione dovuti ai crampi di Roberto scolliniamo e rientriamo
alle macchine.
110 km e 1800 m di dislivello per un
giornata che ricordiamo con piacere.
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| Le nostre bici |
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| Vincenzo |



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