giovedì 21 marzo 2013

Clauzetto, Sella Chianzutan

Roberto all'arrivo a Sella Chianzutan
Mio malgrado scrivo con evidente ritardo il resoconto dell'uscita fatta dal sottoscritto e da Roberto, giovedì 21 marzo a Clauzetto e Sella Chianzutan.
Proprio lo scrivere a questo articolo mi fa apprezzare maggiormente la splendida giornata a cui siamo andati incontro, fatta di sole, calore e paesaggio stupendo.
Esattamente il contrario dei giorni successivi, con un inverno che non ci vuole lasciare ed una primavera lontana da venire.
Abbandoniamo le auto a Rodeano e su pressione continua ed insistente di Roberto decido di affrontare per la prima volta quest'anno lo strappo di Casiacco, ma nulla di tutto questo lo dico al mio collega di avventure ciclistiche. In prossimità della chiesa di Casiacco svolto a sinistra ed affrontiamo con calma apparente le rampe di questo odioso strappo. Roberto ogni dieci metri mi chiede se questo è il tratto duro e la mia risposta e per tre volte no, poi il silenzio assoluto e solo un lontano ansimare, sintomo di un respiro velocissimo e di battiti cardiaci ben oltre la soglia. Orgogliosi di aver fatto questo strappo continuiamo l'ascesa a Clauzetto, Pradis, discesa a Pielungo, San Francesco e poi Sella Chianzutan. Sullo scollinamento attendo il mio giovane ed aspirante collega, che si presenta dilaniato dalla fatica e pensare che abbiamo ancora sessanta chilometri prima di rientrare alle autovetture. Ci fermiamo nel bar di Verzegnis per un salutare caffè e per riempire le borracce e poi giù fino a Tolmezzo. Per la prima volta quest'anno ci aiuta un vento favorevole, ma di cui il mio collega non ne apprezza nemmeno un po', mantenendosi sempre ad una distanza di dieci metri dal sottoscritto, in una specie di maggiore sicurezza psicologica, ma con maggiore fatica fisica. Qualche rimprovero e minaccia di abbandonarlo a se stesso sortiscono gli effetti desiderati, avvicinandosi così alla mia ruota posteriore giungiamo alle pendici del colle di San Daniele. Tra qualche urlo di imprecazione dovuti ai crampi di Roberto scolliniamo e rientriamo alle macchine.
110 km e 1800 m di dislivello per un giornata che ricordiamo con piacere.
Le nostre bici

Vincenzo

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